Il potere delle canzoni…

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Ci sono canzoni che hanno un potere assurdo…te stai li seduto magari impegnato a leggere un libro, pulire casa, installare una stampante o semplicemente a pensare a tutt’altro. .e   puff. .parte lei ed improvvisamente dentro te si ripresentano emozioni che pensavi passate insieme agli anni ormai trascorsi.
Ogni canzone segna un preciso momento vissuto, un ricordo bello o brutto che sia riaffiora e sembra di rivivere tutto..
Parte La Strada dei Modena City ed ecco che rivedo gli amici di una vita al mare sulla nostra piattaforma, Barbara Ann dei Beach Boys mi riporta in macchina verso la Marmolada, con la migliore amica di allora Federica… (si parla delle elementari!..te li ricordi?!).
Poi ci sono le canzoni che sono legate agli amori di una vita…
E le canzoni che rappresentano proprio quelle persone e tutte le volte che le sento penso solo a loro..
Ehi Ya! degli Outkast mi fa pensare ad una delle mie più care amiche che se ne sta a Parigi (te lo avevo mai detto Costy?!), Nient’altro che noi degli 883 é di Milo, Sky and Sand a Lisa e Arrigo, e così via….tutte le persone per me importanti hanno legate a se una canzone…come un biglietto da visita…o perché le rappresentano o perché segnano un momento, un ricordo condiviso…
Ad esempio Ehi Jude dei Beatles e La donna Cannone di De Gregori..sono legate ad un mio caro amico dell’adolescenza.. sono lui e nessun altro..ed é bello ma anche nostalgico sentirle… bello perché alla fine mi ricordano una bella amicizia…nostalgico perché non so più nulla di lui..o quasi..non so che fine abbia fatto…
Ascoltarle e ripensare a quel periodo segna un pó il tempo che é passato..le strade che si sono divise…Città diverse, amicizie diverse..vite ormai sconosciute l’uno all’altra..

Sai che c’é caro amico mio ormai lontano….dovunque tu sia..ti auguro tanta felicitá…e chissà magari un giorno ci incontreremo un’altra volta…intanto continuo ad ascoltare queste meravigliose canzoni brindando a due vecchi e cari amici…

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La mamma è sempre la mamma

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Grazie mamma
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma.

J. Band

 

 

True Love

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Non credo alle vie di mezzo nei sentimenti..
Credo alla gente semplice che si sceglie ogni giorno fra mille difficoltà..con la voglia di mandarsi a quel paese quando non si sopporta più..e la consapevolezza che poi..ci si pentirebbe subito..
Credo nei ti amo urlati fra le lacrime mentre pensi che non è la persona adatta a te..
Credo a chi ha il coraggio di restare e di lottare perchè ad andare via sono bravi tutti!
Credo alla condivisione, al crescere insieme,  credo al comprendersi con uno sguardo…alle mani che si cercano.
Credo alla voglia di tornare a casa anche solo per sprofondare in un abbraccio.
Credo che il vero amore sia
questo…non smettere mai di cercarsi!

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Buona fine e miglior inizio!!!

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Ed eccoci qua… Un nuovo fine anno… Eh già quello arriva sempre e con quello il fantomatico messaggio di fine anno!
Come sapete i resoconti non sono il mio forte ció non toglie che un punto sull’anno trascorso siamo tutti portati a farlo, forse per capire dove siamo arrivati se tutto ciò che ci eravamo prefissati è stato fatto o no…
Bè che dire, un anno fa camminavo lungo il Mugnone accompagnata da quattro zampette vivaci, senza sapere cosa potevo aspettarmi, avevo appena perso un lavoro che mi piaceva, tanti colleghi con cui mi trovavo benissimo, non avevo idea di come affrontare i mesi che si presentavano, ero curiosa ed intimorita da ció che stava per accadere.
Ed infatti, i primi mesi sono stati strani e difficili, con momenti sereni ed altri avvolti dall’ansia, fatti di mille mail da inviare, qualche colloquio (pochi) attese (tante) e una ricerca continua di qualcosa da fare…così “ho rispolverato la divisa” da hostess, ho scoperto una certa passione nella cucina e ho ripreso in mano ago e filo… Tanti tanti hobby ma sempre con questa spada di Damocle sulla testa…
Ma questi mesi partiti in sordina sono stati anche teatro di belle serate, di sorrisi condivisi, calore familiare, amicizie consolidate, matrimoni importanti e bellissimi, un nuovo lavoro, nuovi colleghi, nuovi incontri e nuove amicizie, viaggi, nuove scoperte, poi, anche la spada di Damocle è sparita lasciando posto a tanto amore…

Amore, familiare e non solo, la cosa che alla fine per me è sempre stata più importante di tutto, che mi ha rafforzata, fatta diventare la persona che sono e che tutti i giorni mi rende molto molto molto felice!!!

Ancora oggi continuo a camminare lungo il Mugnone, con tanti punti di domanda, tanti dubbi e desideri e, oggi, non solo ho accanto quattro zampette vivaci, ma ci sono altri due piedi che vanno di pari passo con i miei e che reggono il corpo di una persona che stimo, a cui tengo infinitamente e che “cammina con me” trasmettendomi tutto il bene possibile…
Pertanto, non posso che chiudere quest’anno augurandomi, e augurando alle persone a me più care, che il prossimo sia esattamente come questo che ho vissuto… Perchè comunque sia…sarebbe perfetto!!!

Buon 2014!!!!

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E alla fine arriva…… NOOOOOO i 30!!!

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Già ecco arrivati i famigerati 30.. Che saranno mai?!? Un età come un’altra.. Ed invece.. Sono un traguardo bello tosto.. Sono un pó come i 18, momento in cui sulla carta, e solo su quella, si diventa “maturi”… Tradotto: possiamo votare… capendoci il giusto, possiamo guidare… “possiamo firmare le giustificazioni” come cantava qualcuno… Fondamentalmente siamo tutto e non siamo niente…
Adesso… bè ancora adesso per molte cose siamo tutto e non siamo nulla… Ma con molte più responsabilità e più consapevolezza!
Se dovessi far riferimento alla visione che avevo di me trentenne da piccola bè… ne sono lontana anni luce!! A quest’ora dovevo essere una donna in carriera con una bella casa tutta sua, madre e moglie felice… Mmmmm c’è qualcosa che devo aver errato!! 😒
Dunque lavorare lavoro… Anche se con alti e bassi e con zero sicurezze, non ho figli ma un cane, non ho una casa ma mi sono appena comprata una macchina…
Insomma la strada è lunga ed in salita ma va bene così!!! 😊
E’ vero che son lontana dall’idea che avevo da bambina ma non sono per nulla insoddisfatta… Son stati anno di crescita.. Molta crescita, anche dura…ma efficace!
Buon compleanno a me!!!!

Pioggia estiva…

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E ti ritrovi a guardarti allo specchio come ogni mattina e ti vedi sempre uguale ma infondo sai che non è cosi…

Ci sono mattine da ottimista, ci son mattine da pessimista, ci sono mattine da guerriera altre da pacifista… Ci sono mattine in cui l’idea di ricominciare nuovamente da zero non ti pesa e altre in cui il solo pensiero ti fa sprofondare sotto le coperte… Come se quelle facessero da scudo a tutto il resto..
E ti sale una rabbia al solo pensiero di aver perso tutto, all’idea di dover ricominciare da zero, riprendere in mano la propria vita e ripartire…
Ma non si può fermare il corso degli eventi, è giusto farci coinvolgere dal lato positivo della situazione, farci forza e affrontare le 10, 100, 1000 facce nuove che ti aspettano, ognuna con la propria storia alle spalle, ognuna con i loro perché e per come.

E non importa quanto ancora ti senti legato a ciò che era, non importa se ancora ti senti spaesato e non ancora coinvolto, non importa se fatichi a trovare quell’armonia e condivisione che c’era prima…non importa se a volte ti senti così sola e spaesata…
Perché sicuramente un giorno tutto questo sarà solo un ricordo.. E ritroverai la tua armonia, la tua condivisione e ti sentirai accolta…

Oggi è già un altro giorno.. e se guardi meglio allo specchio forse qualcosa di diverso già c’è….e forse tutto tutto non si è poi così perso..

“Non abbiate paura”…Papa Francesco

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Il 13 Marzo è stato eletto, dopo un giorno e mezzo di conclave, il nuovo Vescovo di Roma, Jorge Mario Bergoglio, cardinale argentino.

E’ sempre emozionante l’elezione del Papa, vedere piazza San Pietro gremita di fedeli che si confondono con curiosi e turisti, c’è chi fotografa, chi mormora, chi suona, chi canta e chi prega.

Quella stessa piazza che 8 anni fa accoglieva gli stessi fedeli accampati per stare vicino ad un altro Papa, un uomo e un grande esempio di umiltà e fede, che se ne stava andando, lasciandoci un messaggio, fondamentale e importante : “Non abbiate paura!”..poi il buio…

Non voglio dire che Papa Benedetto XVI è stato un Papa cattivo, non spetta a me giudicare, ma, personalmente mi ha lasciata indifferente, non mi è stato d’esempio per qualcosa, non ha lasciato grandi

messaggi e, per concludere questi 8 anni non troppo in sordina ci ha “abbandonati”.. e mi risuona…”Non abbiate paura”… baboom…

Un papa dimissionario, perchè?! quale è il significato? Gesù aveva chiesto a Dio di allontanare il calice se fosse stato possibile eppure..non lo ha fatto, Gesù è morto sulla croce, si è sacrificato..e allora perchè u

n Papa che, se pur con grandi responsabilità e pieno di impegni, vive in una reggia, servito e riverito, dorme su comodi cuscini, calza scarpe di Prada color rosso rubino, viaggia in prima classe e di certo non deve indossare una pungente e dolorosa corona di spine….perchè lui il calice lo ha allontanato?? …e ancora… “Non abbiate paura”….baboom

Dal momento dell’annuncio delle dimissioni di Papa Ratzinger se ne sono sentite tante, quello che più mi ha colpito è sentir dire che alla fine un papa è un uomo, e che con questo gesto ha espresso la sua totale umiltà…sicuramente è così, ma il Papa dovrebbe essere la persona più vicina a Dio, dovrebbe essere d’esempio…e allora c’è qualcosa che non mi torna…o meglio che non mi tornava….di nuovo.. “Non abbiate paura”…baboom…

Già, perchè Dio si è nuovamente manifestato, e forse proprio attraverso le dimissioni di Ratzinger, forse è stato lui ha consigliarlo per poter mandare in nostro soccorso una persona come Bergoglio, che, in pochi gesti, in poche parole ha conquistato tutti, credenti e non, è bastato un “Fratelli e Sorelle….Buonasera!”; perchè così ha salutato Papa Francesco, con una semplicità e una freschezza d’animo di cui tutti avevamo bisogno…. e..”Non abbiate paura”….shhh

Un uomo dallo sguardo tenero di un padre amorevole, dal sorriso dolce che trasmette serenità e con gli occhi che emanano quella luce che solo le persone intelligenti possiedono, non poteva che scegliere nome migliore, Francesco.

Un nome che non aveva ancora mai osato nessuno prendere, un nome impegnativo, che fa subito pensare ad una Chiesa povera, un ritorno all’essenziale, ai veri valori, a ciò che Gesù ha trasmesso fino alla morte.

E’ bene però sottolineare che Francesco non è solo un nome, non è solo un ricordo o un valore simbolico, è una missione, e il Papa, almeno fino ad oggi, se ne sta facendo carico, via la Papa mobile, via la croce d’oro, via il mantello rosso (mozzetta) e via il cardinale pedofilo…ma soprattutto…. parole che arrivano dritte al cuore di ognuno di noi: “Vorrei una Chiesa povera per i poveri!”.

E’ arrivato Noè, colui che ci aiuterà a portare quest’arca in salvo, nonostante questa tempesta burrascosa, queste raffiche di vento e questa pioggia infinita…non potrà fare tutto da solo, noi credenti, e per credenti intendo anche quelli che credono in lui come persona e che magari un giorno arriveranno attraverso di lui a credere anche in Dio, fare il nostro possibile per far si che questa Chiesa torni come era alle origini. … e il cuore batte…”NON ABBIATE PAURA!”…

Buon lavoro Papa Francesco e grazie di cuore per avermi riportato un pò di quella speranza che stavo perdendo! Adesso….NON POSSIAMO AVER PAURA!!!

Papa

Discorso di Insediamento – P. Grasso

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” Care senatrici, cari senatori,
mi scuserete, ma voglio rivolgere questo mio primo discorso soprattutto a quei cittadini che stanno seguendo i lavori di quest’Aula con speranza e apprensione per il futuro del nostro Paese.

Il Paese mai come oggi ha bisogno di risposte rapide ed efficaci all’ altezza della crisi economica e sociale, ma anche politica, che sta vivendo. Mai come ora la storia italiana si intreccia con quella europea e i destini sono comuni, mai come oggi il compito della politica è quello di restituire ai cittadini la coscienza di questa sfida.

Quando ieri sono entrato per la prima volta da Senatore in quest’Aula mi ha colpito l’affresco sul soffitto, che vi invito a guardare. Riporta quattro parole che sono state sempre di grande ispirazione per la mia vita e che spero lo saranno ogni giorno per ciascuno di noi nei lavori che andremo ad affrontare: Giustizia, Diritto, Fortezza e Concordia.

Quella concordia, e quella pace sociale, di cui il Paese ha ora disperatamente bisogno.
Domani è l’Anniversario dell’Unità d’Italia, quel 17 marzo di 152 anni fa in cui è cominciata la nostra Storia come comunità nazionale dopo un lungo e difficile cammino di unificazione. Nei 152 anni della nostra Storia, soprattutto nei momenti più difficili, abbiamo saputo unirci, superare le differenze, affermare con fermezza i nostri valori comuni e trovare insieme un sentiero condiviso. Il primo pensiero va sicuramente alla fase costituente della nostra Repubblica, quando uomini e donne di diversa cultura hanno saputo darci quella che è ancora oggi considerata una delle Carte Costituzionali più belle e moderne del mondo.
Lasciatemi in questo momento ricordare Teresa Mattei, che dell’Assemblea Costituente fu la più giovane donna eletta, che per tutta la vita è stata attiva per affermare e difendere i diritti delle donne, troppo spesso calpestati anche nel nostro Paese, e che ci ha lasciato pochi giorni fa.

Siamo davanti a un passaggio storico straordinario: abbiamo il dovere di esserne consapevoli, il diritto e la responsabilità di indicare un cambiamento possibile perché in gioco è la qualità della democrazia che stiamo vivendo e che lasceremo in eredità ai nostri figli e ai nostri nipoti.

La crisi è a un punto tale che potremo risalire solo se riusciremo a trovare il modo di volare alto e proporre soluzioni condivise, innovative e, lasciatemi dire, sorprendenti che sappiano affrontare le priorità e allo stesso tempo avviare un cammino a lungo termine: dobbiamo davvero iniziare una nuova fase costituente che sappia stupire e stupirci.

Oggi è il 16 marzo e non posso che ringraziare il Presidente Colombo che stamattina ci ha commosso con il ricordo dell’anniversario del rapimento di Aldo Moro e della strage di via Fani che provocò la morte dei 5 agenti di scorta Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Al loro sacrificio di servitori dello Stato va il nostro omaggio deferente e commosso. Oggi bisogna ridare dignità e risorse alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura.

Sono trascorsi 35 anni da quel tragico giorno che non fu solo il dramma di un uomo e di una famiglia, ma dell’intero Paese: in Aldo Moro il terrorismo brigatista individuò il nemico più consapevole di un progetto davvero riformatore, l’uomo e il dirigente politico che aveva compreso il bisogno e le speranze di rigenerazione che animavano dal profondo e tormentavano la società italiana. Come Moro scrisse in un suo saggio giovanile «Forse il destino dell’uomo non è di realizzare pienamente la giustizia, ma di avere perpetuamente della giustizia fame e sete. Ma è sempre un grande destino».

Oggi inoltre migliaia di giovani a Firenze hanno partecipato alla“Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, e mi è molto dispiaciuto non poter essere con loro come ogni anno. Hanno pronunciato e ascoltato gli oltre 900 nomi di vittime della criminalità organizzata. Nomi di cittadini, appartenenti alle forze dell’ordine, sindacalisti, politici, amministratori locali, giornalisti, sacerdoti, imprenditori, magistrati, persone innocenti uccise nel pieno della loro vita. Il loro impegno, il loro sacrificio, il loro esempio dovrà essere il nostro faro.
Ho dedicato la mia vita alla lotta alla mafia in qualità di magistrato. E devo dirvi che dopo essermi dimesso dalla magistratura pensavo di poter essere utile al Paese in forza della mia esperienza professionale nel mondo della giustizia, ma la vita riserva sempre delle sorprese. Oggi interpreto questo mio nuovo e imprevisto impegno con spirito di servizio per contribuire alla soluzione dei problemi di questo Paese. Ho sempre cercato Verità e Giustizia e continuerò a cercarle da questo scranno, auspicando che venga istituita una nuova Commissione d’Inchiesta su tutte le Stragi irrisolte del nostro Paese.
Se oggi, davanti a voi, dovessi scegliere un momento in cui raccogliere la storia della mia vita professionale precedente non vorrei limitarmi a menzionare gli amici e i colleghi caduti in difesa della democrazia e dello Stato di diritto che ho conosciuto. Non c’è infatti un solo nome e volto che può racchiuderli tutti e purtroppo, se dovessi citarli tutti, la lista sarebbe troppo lunga. Mi viene piuttosto in mente e nel cuore un momento che li abbraccia uno a uno ed è il ricordo della voce e delle parole di una giovane donna. Mi riferisco al dolore straziato di Rosaria Costa, la moglie dell’agente Vito Schifani morto insieme ai colleghi Rocco Dicillo e Antonino Montinaro nella strage di Capaci il 22 maggio 1992 in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.
Non ho dimenticato le sue parole il giorno dei funerali del marito, quel microfono strappato ai riti e alle convenzioni delle cerimonie:
«chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare…Ma loro non cambiano… […] …loro non vogliono cambiare…Vi chiediamo […] di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l’amore per tutti»

Giustizia e cambiamento, questa è la sfida che abbiamo davanti. Ci attende un intenso lavoro comune per rispondere, con i fatti, alle attese dei cittadini che chiedono anzitutto più giustizia sociale e più etica, nella consapevolezza che il lavoro è uno dei principali problemi di questo Paese.

Penso alle risposte che al più presto, ed è già tardi, dovremo dare ai disoccupati, ai cassintegrati, agli esodati, alle imprese e a tutti quei giovani che vivono una vita a metà: hanno prospettive incerte, lavori, chi ce l’ha, poco retribuiti, quando riescono a uscire dalla casa dei genitori vivono in appartamenti che non possono comprare, cercando di costruire una famiglia che non sanno come sostenere.

Penso all’insostenibile situazione delle carceri nel nostro Paese, che hanno bisogno di interventi prioritari, a una giustizia che oggi va riformata in modo organico, agli immigrati che cercano qui una speranza di futuro, ai diritti in quanto tali, che non possono essere elargiti col ricatto del dovere e che non possono conoscere limiti, altrimenti diventano privilegi.

Penso alle Istituzioni sul territorio, ai Sindaci dei Comuni che stanno soffrendo e faticano a garantire i servizi essenziali ai loro cittadini. Sappiano che lo Stato è dalla loro parte, e che il nostro impegno sarà di fare il massimo sforzo per garantire loro l’ossigeno di cui hanno bisogno.

Penso al mondo della Scuola, nelle cui aule ogni giorno si affaccia il futuro del nostro Paese, e agli insegnanti che fra mille difficoltà si impegnano a formare cittadini attivi e responsabili

Penso alla nostra posizione sullo scenario europeo: siamo tra i Paesi fondatori dell’Unione e il nostro compito è portare nelle Istituzioni comunitarie le esigenze e i bisogni dei cittadini. L’Europa non è solo moneta ed economia, deve essere anche l’incontro tra popoli e culture.

Penso a questa politica, alla quale mi sono appena avvicinato, che ha bisogno di essere cambiata e ripensata dal profondo, nei suoi costi, nelle sue regole, nei suoi riti, nelle sue consuetudini, nella sua immagine, rispondendo ai segnali che i cittadini ci hanno mandato e ci mandano in ogni occasione. Sogno che quest’Aula diventi una casa di vetro, e questa scelta possa contagiare tutte le altre Istituzioni.

Di quanto radicale e urgente sia il tempo del cambiamento lo dimostra la scelta del nuovo Pontefice, Papa Francesco, i cui primi atti hanno evidenziato un’attenzione prioritaria verso i bisogni reali delle persone.

Voglio in conclusione rivolgere a nome dell’Assemblea dei senatori e mio personale un deferente saluto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, supremo garante della Costituzione e dell’unità italiana che con saggezza e salda cultura istituzionale esercita il suo mandato di Capo dello Stato.

Desidero anche ringraziare il mio predecessore, il senatore Renato Schifani, per l’impegno profuso al servizio di questa assemblea.
Un omaggio speciale indirizzo ai Presidenti emeriti della Repubblica, ai senatori a vita e a Emilio Colombo che ha presieduto con inesauribile energia la fase iniziale di questa XVII legislatura, lui che ha visto nascere la Repubblica partecipando ai lavori dell’Assemblea Costituente.
Chiudo ricordando cosa mi disse il Capo dell’ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo Antonino Caponnetto, poco prima di entrare nell’aula del maxi processo «Fatti forza, ragazzo, vai avanti a schiena dritta e testa alta e segui sempre e soltanto la voce della tua coscienza».

Sono certo che in questo momento e in quest’Aula l’avrebbe ripetuto a ciascuno di noi.”

 Piero Grasso, 16 Marzo 2013 

Fine anno…

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Ed ecco in arrivo un altro fine anno…come al solito ci si imbatte nel resoconto di quanto abbiamo trascorso, di cosa abbiamo vissuto ed imparato in questi lunghi 12 mesi..si fa un punto del tempo trascorso..ma io non voglio fare un’analisi di quest’ultimo anno..

Mi trovo a camminare lungo la strada che mi ha visto crescere, mi ha visto in passeggino, ha sentito il passo leggero di piccola bambina, il tacchettio delle prime scarpe da giovane donna e adesso mi vede passeggiare con accanto quattro zampette che scorrazzano felici.

Una strada e tante vite..ma sempre la mia, da bimba curiosa passando per l’adolescente alle prese con i primi amori e adesso, giovane donna incasinata ma con tanti sogni e speranze da adolescente!!

E’ dicembre ma oggi è una giornata calda, Gea, la mia piccola compagna a quattro zampe annusa felice le foglie cadute, sulla mia destra noto la finestra di casa dei nonni, quella finestra che riconoscevo da bambina solo perchè la mia bisnonna si affacciava per vederci passare e ci salutava con tutta la forza che aveva sorridendo contenta, mi viene naturale pensare al tempo che scorre veloce…e ripensare a quante cose in questi 29 anni sono cambiate…

Sarà il Natale, sarà che come ogni anno sento questa magia nel cuore che mi spinge ancora di più verso le persone a cui voglio bene, che mi fa male non avere una bacchetta magica e riuscire a rimettere le cose apposto come vorrei.

E’ il momento della famiglia per eccellenza, e allora…

Penso a mio fratello a Milano, e sono contenta che abbia intrapreso la sua strada, che si stia costruendo una vita..è bello ed è giusto che sia così, per puro egoismo avrei voluto che fosse rimasto qui..ma la cosa importante è che sia felice e realizzato…Nonostante la distanza riusciamo a litigare telematicamente..solo e unicamente perchè ci vogliamo troppo bene..e con due caratteri come i nostri ovviamente ci scorniamo..ma il bene va sopra ogni cosa..

Penso ai miei amici, quelli che mi hanno visto crescere, quelli che mi hanno conosciuto in poco tempo, quelli che hanno condiviso un luogo di lavoro e che da semplici colleghi sono diventati qualcosa di più..

Penso a quegli amici che credevo persi e che invece sono tornati, quelli con cui ho discusso, quelli che mi hanno perdonato..quelli che mi hanno fatto soffrire…

Penso a tutti voi, vicini e lontani..che nonostante i km di distanza..Parigi, Bologna..Milano..Inghilterra..Australia..ci siete.. affetti costruiti nel tempo, consolidati e recuperati, tutti voi avete un pezzo del mio cuore, ognuno di voi ha contribuito ad essere quella che sono…e di questo vi ringrazio!!

Penso ai miei genitori..che mi son sempre stati accanto, pronti ad incoraggiarmi, supportarmi e sopportarmi…per loro non ci sono parole…sarebbero infinite…

Così è la vita, imprevedibile, inspiegabile, una sorta di montagna russa…fa mancare il fiato..e come dice una piccola grande donna…la vita è fatta bene!!, anche se a noi non sembra così.

Già, niente succede per caso, tutto segue un disegno ben preciso e se anche per noi al momento non ci sembra per nulla chiaro va bene così, bisogna solo decidere una strada, seguire il cuore, ed incamminarci…credere fermamente in quello che vogliamo, combattere con onestà per cercare di ottenerlo, non fermarsi alle prime intemperie..perchè se è quello il nostro destino..prima o poi riappare, chiamatelo Fato o Destino o in qualsiasi altro modo.. per me è Dio, che sotto forme a noi ignote, a volte dolorose, ci fa capire la giusta cosa da fare, e rimette le cose come devono essere…

Forse è per questo che sono legata tanto a quella strada lungo il Mugnone, perchè rappresenta la vita di una bimba curiosa, sognatrice, combattiva e passionale..che ha tanta voglia di continuare a camminare e scoprire cosa ci sarà più avanti..nonostante gli intoppi e le cadute..perchè è certa di aver persone intorno pronte a tendere la mano, con cui scambiare sorrisi, pianti, battute ed idee…e chissà…magari.. al prossimo angolo ci sarà un altro bell’incontro che la accompagnerà per qualche altra avventura…

Intanto io e Gea continuiamo a camminare….

Un abbraccio ed un Felice Anno Nuovo a tutti Voi!!!

Con sincero affetto

Costanza

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Intervista a…

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Mi ricorderò sempre di questo tema scolastico…credo che ci siano passati tutti tra elementari, medie e forse anche al liceo, dal fatidico tema “libero” in cui dovevi far finta di intervistare qualcuno…
Sinceramente non mi ricordo su chi scrissi… Ma so esattamente chi vorrei intervistare ora, chi vorrei conoscere anche solo per un minuto e riempirlo di domande..
Già… per cominciare lo tempesterei di perché…”Perché ci sono mille catastrofi?” “Perché ci sono miliardi di bambini, donne e uomini che muoiono per maltrattamenti?” “Perché il mondo è costellato da guerre?” “Perché la gente muore?”
Ma già so che la risposta sarebbe semplice… “Perché esiste il libero arbitrio!” “La natura si ribella all’uomo perché lui ha pensato di costruire dove la terra era fragile, ha provato a fermare un fiume arginandolo ma questo è più forte, ha costruito sulle pendici di un vulcano attivo… E così per i maltrattamenti, ci sono uomini di indole cattiva.. che creano le guerre e uccidono senza riserve…ma sono tutte decisioni prese dall’uomo sulle quali nessuno può intervenire”.
“E per le malattie? Per i bambini che nascono con malformazioni, tumori, problemi cardiaci e che devono passare la maggior parte del tempo in ospedale?! Dove è Dio in questi casi?! Dove è Dio quando una madre giovane scopre di rischiare la vita e non godersi nemmeno un minuto di vita di suo figlio?! Dove è Dio quando una vita viene strappata all’improvviso?! Quando un padre lascia la sua famiglia e un figlio di vent’anni appena?! Dove è?!? Perché io da Cristiana Cattolica professante non lo riesco a capire.. Non riesco proprio a capire perché si parla tanto di Miracoli.. ma di fatto io non ne vedo uno… Mi sembra anzi di venire a contatto con il marcio, anche nella Chiesa, piuttosto che di aspetti positivi..e si, certo lo so che la Chiesa è fatta dagli uomini e che Dio è un’altra cosa.. Ma… Il mondo lo ha creato Dio, e l’uomo lo ha fatto a sua immagine e somiglianza.. Una correlazione ci deve pur essere.. Non è che si mettono al mondo dei figli e poi ce ne freghiamo no?!? Non è che Dio si sta dimenticando di noi?!? E poi vis diciamocelo.. Sta cosa del Libero arbitrio è un pó.. come dire… Facile come risposta.. con quella si è risolto ogni dubbio o problema… Ehh facile così si!!… Un pó troppo per i miei gusti..”
Lo so che non sono per nulla originale, che son tutte domande banali e che chiunque vorrebbe fare.. Ma io adesso ho davvero bisogno di qualche risposta perché comincio ad essere stanca.. Troppa sofferenza, troppa tristezza…e non è giusto, non credo che sia questo quello che un Padre vuole donare a Suo Figlio e non posso credere che un Figlio possa sacrificare se stesso per questo…
E per quanto sono testarda… E lo sono parecchio.. Se avrò occasione di incontrarlo veramente lo assillerò fino a che non avrò ottenuto almeno una risposta… E che non sia facente parte del solito repertorio: “Libero arbitrio” – “Qui siamo solo di passaggio” – “Dio è tra i più deboli” ecc. ecc. ecc.

L’intervista è incompleta e il tema non sarebbe finito.. Consegnato così credo che avrebbe riscosso una bella insufficienza.. Ma purtroppo l’intervistato non è un personaggio facile… Prima o poi riuscirò a completarla…

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